Il manoscritto originale di "Altrove" di Morgan in NFT

ALTROVE

IL MANOSCRITTO ORIGINALE DI "ALTROVE" IL CAPOLAVORO DI MORGAN.

LA PIÙ BELLA CANZONE ITALIANA DEL NUOVO MILLENNIO PER ROLLING STONE.

OGGI PUÒ ESSERE TUO IN NFT:

+ PROPRIETÀ ESCLUSIVA

+ CONSEGNA FISICA DEL MANOSCRITTO UNICO E ORIGINALE

+ INCONTRO CON MORGAN

+ PARTECIPAZIONE A CONCERTO ESCLUSIVO (SOLO 11 PERSONE)

Acquista manoscritto di Altrove

Altrove - Morgan

 


 

COS'È UN NFT

Gli NFT (Non Fungibles Tokens) sono certificati di proprietà delle opere. Garantiti dalla sicurezza della #Blockchain decentralizzata rappresentano anche un certificato di autenticità crittografico, che nessuno può falsificare.
Chi acquista l'NFT dell'opera di un artista diventa l'unico titolare di tutti i diritti di quella opera e può rivenderla in qualsiasi momento, da qualsiasi parte del mondo e a qualsiasi cifra.
Marco Castoldi, Morgan, ha deciso di decentralizzare la sua Arte. Nasce così INCRYPTOMORGAN.com
Il primo NFT di Morgan "Premessa della Premessa" in NFT è stato aggiudicato per 1o ETH

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Incrypto Morgan

www.incryptomorgan.com

“Premessa della Premessa” è un inedito di Morgan, il primo pezzo italiano in NFT, ecco perché è una premessa. È l’esperimento degli esperimenti, il gioco dei giochi è la nuova epoca della musica. To play, jouer, suonare, giocare.

Premessa della Premessa è all’asta e aspetta il migliore offerente. Chi si aggiudicherà l’Opera, oltre a diventarne l’unico proprietario e titolare esclusivo, incontrerà Morgan di persona e riceverà dalle sue mani anche le stampe uniche e originali autografate con i testi del brano.

Vai all'Opera

 

incrypto Morgan


Cos'è un NFT

Gli NFT (Non Fungibles Tokens) sono certificati di proprietà delle opere. Garantiti dalla sicurezza della #Blockchain decentralizzata rappresentano anche un certificato di autenticità crittografico, che nessuno può falsificare.
Chi acquista l'NFT dell'opera di un artista diventa l'unico titolare di tutti i diritti di quella opera e può rivenderla in qualsiasi momento, da qualsiasi parte del mondo e a qualsiasi cifra.
Marco Castoldi, Morgan, ha deciso di decentralizzare la sua Arte. Nasce così INCRYPTOMORGAN.
Il lancio di "Premessa della Premessa" in NFT viene annunciato alle ore 18 del 27 Marzo 2021 da una Room di Club House con un evento che l'artista stesso ha definito CONFERENZA STANZA.

 


Come diventare il Proprietario dell'NFT di Morgan

Per acquistare un NFT è necessario disporre di una CRYPTOVALUTA, in questo caso Ethereum (ETH), e di un Wallet. Se sei nuovo di queste cose dont't worry possiamo aiutarti nella sezione RISORSE del sito www.incryptomorgan.com

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L'audiolibro di Morgan, un'audio-biografia

In uscita il 19 novembre "L'audiolibro di Morgan (Io, l'amore, la musica, gli stronzi e Dio)". L'audiolibro di Morgan, un'audio-biografia.
 
Acquistalo nei negozi di dischi, librerie oppure online sul sito di Emons
L'audiolibro di Morgan
 
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Oggi, venti settembre venti venti, compleanno di Loredana Bertè e Asia Argento, sovrapposte

Oggi, venti settembre venti venti, compleanno di Loredana Bertè e Asia Argento, sovrapposte. Un ricordo di venti anni fa.
Diverse tra di loro, ma amiche, entrambe ‘rock’, anticonvenzionali, belle ed esteticamente leader, nel senso che sono attive e grandi punti di riferimento per la moda, perché se la inventano artigianalmente: una taglia (Asia) l’altra cuce (Loredana).

Io e Asia, quando lei era incinta di Anna Lou, vivevamo in una piccola casa di ringhiera in zona piazzale Loreto a Milano, e andavamo a trovare spesso Loredana a casa sua, noi due, perché lei si sentiva sola e sapevo che la presenza di due giovani artisti innamorati e pieni di slancio per il futuro la faceva volare, era un balsamo per la sua malinconia. Non ci invidiava, ci amava, ci raccontava del suo amore finito tragicamente e ci dava accesso ai suoi tesori sia emozionali che materiali, ci riempiva di attenzioni, ci parlava della sorella Mia Martini e di quanto la amava, ci regalava anche molti oggetti a lei cari (io a Sanremo nel 2000 coi Bluvertigo indossavo una cintura strepitosa con la fibbia a forma di teschio che era appartenuta a Loredana e che mi aveva regalato). Mi donò anche una cappelliera da viaggio che aveva confezionato lei, che aveva tutti gli adesivi collezionati delle città del mondo in cui era stata a cantare nella sua carriera, e che uno ad uno nel tempo ci aveva appiccicato sopra. La cappelliera di Loredana era un oggetto meraviglioso, pieno di storia ed esteticamente superlativo, fragilissimo, che io ho portato con me per vent’anni ovunque andassi. Oggi, un po’ sgangherata, non può più permettersi di fare da valigia e per questo non la porto più nei miei viaggi, ma la custodisco religiosamente in camera da letto come scrigno dei miei papillon e dei miei fiocchi anarchici.

Quando andavamo a casa sua, ricordo, lei mi piazzava davanti a due casse, metteva le sue canzoni nuove che aveva provinato e mi lasciava solo ad ascoltarle perché le dessi un parere e nel frattempo se ne andava con Asia in giro per la casa a confabulare e a raccontare confidenze femminili, poi tornava e voleva la mia analisi musicale. Quando veniva lei da noi, io facevo la stessa cosa con le mie canzoni, solo che la casa era un bilocale, per cui lei si metteva su una poltrona e io piazzavo i miei provini e ascoltavamo tutti e tre in silenzio, dopodiché scattava un dibattito, un dialogo, una vera sessione di produzione musicale. Tutte le volte che ci incontravamo era tempo musicale e di vita, era amore e arte uniti. Essere in tre e non in quattro mi dava un po’ di nodo alla gola, ma in fondo eravamo in quattro perché c’era Anna Lou nel grembo di Asia, la nostra creatura e la nostra creazione. Assieme e scherzando dicevamo: “Abbiamo deciso di fare un figlm (ndr. gioco di parole risultante dalla sovrapposizione di figlio+film)”.

Un giorno uscì un articolo piuttosto grande sul quotidiano Repubblica, era una mia intervista che portava il titolo “Morgan: sono gay ma lei mi ha fatto innamorare”, e ovviamente si riferiva ad Asia. Eravamo in una pizzeria a viale Monza con il giornale aperto sulla pagina e Loredana mi passò al telefono Patty Pravo che mi disse: “Sono molto invidiosa del tuo articolo, è tutta la vita che avrei voluto dire quella cosa e non ce l’ho mai fatta”. L’apoteosi della nostra amicizia fu quando Loredana chiese ad Asia di fare la regia del videoclip del suo singolo (Io ballo da sola) e l’idea fu mia: cioè che Asia interpretasse la stessa Loredana. Scattò un carnevale di abiti di scena e di divertentissimi travestimenti, uno spasso, un delirio, un via vai di valigie zeppe di costumi, cappelli, cappelliere, accessori, che ancora non ha fine e le cui tracce sono tutt’oggi nei miei cassetti. Era come se si fossero sovrapposte per sempre.

Loredana è stata ed è la vera nostra mamma rock e oggi faccio gli auguri ad entrambe, sovrapposte. Non finirò mai di ringraziarla per essere stata con noi nel tempo meraviglioso che fu, per il quale ringrazio e faccio gli auguri anche a lei, la mia ex musa, e il mio ottovolante del cuore, tragica ispirazione, alla quale dico che essersi voluti bene deve restarci dentro, sempre, comunque vadano le cose nella vita, anche nella separazione, anche quando non c'è più il desiderio bruciante, anche quando la vita porta lontano dall'amore che fu, ed è per un figlio che ameremo per sempre, è per noi stessi che tutto si trasforma in rispetto e affetto, Asia.

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Il confronto tra Mogol e Panella è una cosa preziosa

In risposta all'articolo di Aldo Grasso apparso sul Corriere della Sera

La disputa tra Mogol e Panella è molto interessante e converrebbe smetterla di sparare stupidaggini con linguaggi tipici da critici che non sanno assolutamente mai cogliere l’essenza delle cose musicali perché sono a caccia di definizioni. Quasi come se Mogol e Battisti quando si trovavano per lavorare si sfregassero le mani e dicessero:
“oh, Giulio, questa deve essere un classico rock con accordi innovativi e tu devi scrivere un testo mainstream morbido che vada bene per l’italiano medio! Ci siamo capiti? Ok, Giulio?”
E Mogol: ”Lucio guarda è meglio se tu pensi a renderlo un po’ più nazionalpopolare perché il trend adesso è riprendere lo stile dall’America, io sono concentrato sull’anglofonia con venature di stampo italiota ma non spigoloso e comprensibile anche per le fasce di utenze di media cultura”.
Battisti: ”Sì, d’accordo allora rimaniamo così? Bene, lavoriamoci!”

😜😢😬😁😂


Ma dico, siamo matti? Avete capito cosa intendo? Che gli artisti non ragionano così! Non sta ne in cielo né in terra. È più probabile che il discorso sia stato così:

Battisti: ”Giulio c’è qualcosa che non va? Ti vedo cupo, come va la scrittura dei testi? Tutto bene?”
Mogol: “Sai Lucio mi son messo lì un po’ a lavorare ma sono stato assalito da un senso profondo di morte e mi sono bloccato, poi ha chiamato mia madre, e quando son tornato al lavoro ero in lacrime.”
Battisti: “La sogni amcora lei dopo che vi siete lasciati?”
Mogol: “Sì, cazzo non riesco ad uscirne.”
Battisti: ”scrivilo, mettilo giù, ascolta ho questo arpeggio dimmi se secondo te va bene”.
...

E allora vi dico che il confronto tra Mogol e Panella è una cosa preziosa e andrebbe fatto fintanto che sono al mondo perché entrambi hanno qualcosa di profondo da dire e da dirsi. Tuttavia, il problema è che se lo modera un critico ne uscirebbe un orrore e magari litigano pure.
Io, Marco, devo moderarlo perché conosco profondamente la materia e ho rispetto per il lavoro di entrambi e vi dico che non avete capito ancora nulla.
Innanzitutto non avete capito un cazzo di Panella ma soprattutto non avete capito che Panella è quello leggero e scanzonato pop, mentre Mogol è l’esistenzialista funebre e psicologicamente contorto.
Ma che ve lo dico a fare, la Rai è ancora lì che dice: “Morgan ha cambiato il testo di Bugo, è un gran maleducato” anziché dire “un gesto poetico come quello che all’una di notte è stato fatto è diventato la cosa più guardata della tv degli ultimi vent’anni. Grazie a un uomo di spettacolo e cultura come Morgan che sarebbe stato l’unico in grado di farlo”

Ma che ve lo dico a fare? Sto sognando. Scordatevi l’incontro Mogol Panella e pappatevi programmi scadenti e noiosi. Così va il mondo. Cioè così va la televisione perché fortunatamente il mondo reale è un’altra cosa.

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Saluto a Philippe Daverio

Saluto l’essere umano dipartito domando al nuovo entrato all’altro mondo: è quindi confermato quel che abbiamo sempre sospettato? Cioè che in fondo l’oltre luogo non è poi cattivo mondo? E che antica divisione tripartita in zone da poeta sia invenzione bella e buona ma qualcosa che a esistenza si avvicina c’è di fatto ma non può essere descritto? E l’uomo in fin del viaggio è ancora intatto dentro il sé o per comparti vien distribuito al pre-caotico infinito? Io posso immaginare che se non mi rispondi non è perché non senti ma perché spirito si manifesta in venti, temporali o arcobaleni, o forse perché io non so raccogliere i segnali che ho davanti e per questo faccio le domande più lontane ed irrisolte interrogando il professore che sapiente come fosse il risultato materiale della somma delle cose che ha studiato e accumulato nella mente sia egli stesso diventato qualche cosa somigliante a una scrittura che come conclusione ha avuto traduzione, che è quando il corpo vien portato all’altra parte dalla sorte che trasforma e qualche cosa perde qualche cosa acquista, la traccia originale resta e si amplia l’orizzonte, la coscienza e conoscenza della gente, si accende costruzione che compone quello che rimane e che chiamiamo storia, racconto della civiltà in evoluzione, memoria universale, arte.

Morgan e Philippe Daverio

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La casa di Giuseppe Verdi

Questo Paese non ha un bel rapporto con le case degli artisti: a quelli vivi le distrugge direttamente, a quelli morti lascia che il tempo le faccia cadere a pezzi, come ad esempio sta accadendo alla casa di Giuseppe Verdi, un patrimonio, un museo, uno dei pochi luoghi integralmente conservati in ogni dettaglio, a tal punto che nelle stanze si respira il profumo della storia, e dell’arte, dove olezza tiepida e molle l’aura dolce del suol natal. Ma questo non va bene. Facciamo qualcosa. Leviamo la voce.

Da oggi inizia la mia battaglia per la casa di Verdi, perché lo Stato dia le sovvenzioni che da più di 20 anni non dà.

Vi aggiornerò giorno per giorno e intanto vi racconterò chi è Giuseppe Verdi e perché gli dobbiamo rispetto.
Ad esempio perché, se oggi noi facciamo canzoni e le canzoni sono come le facciamo, è perché Verdi ha scritto, e dall’opera deriva la canzone, non solo per l’Italia, ma per il mondo intero. “Va pensiero” è la prima canzone moderna, rivoluzionaria, popolare, che da due secoli la gente canta, canta come vuole, cambiando il testo, modificandola (mi ricorda qualcosa...). E quella canzone è un momento di un’opera chiamata Nabucco.

 

Morgna a casa di Giuseppe Verdi

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La musica è finita

Ciao, mi è venuta questa idea. La quarantena cantilena che fa pena e che disama è quasi giunta all'ultimo anello della catena. E sul più bello tutto prende una piega non prevista, la principessa sul pisello si risveglia, sbadiglia una finestra, maledetta-primavera-la-strega-neanche-c'era, che cazzo di bisogno c'era di fare tutto ‘sto silenzio assordante. Va beh, fa niente, andiamo avanti.

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Morgan - Il classico Morgan - Variazioni Goldberg

morgan Aria sovrappostaA pochi giorni dal lancio della mia nuova piattaforma, MorganDoc, che voglio anticipare e rendere gratuita per tutto il periodo della quarantena, comincio a condividere un inedito al giorno come sarà poi una volta attivo MorganDoc, che col tempo vi racconterò bene nel dettaglio cosicché potrete decidere se e in che modo farne parte, dato che proporrà svariate formule di partecipazione. Ma ne riparleremo meglio tra qualche tempo. Per adesso vi dico cosa condivido quest'oggi: alcuni estratti dal lavoro che ho iniziato a fare da qualche anno a questa parte sulla musica di J.S.Bach. Si tratta di interpretazioni e arrangiamento della sua sterminata e inestimabile produzione secondo logiche di varia natura e con finalità sia di studio/ricerca, pratica, ma anche divulgative e didattiche, alla base delle quali c'è una motivazione di interesse personale puro, sganciato da qualsiasi logica commerciale o di sfruttamento economico o da qualsivoglia progetto di discografia mercantile, al punto da non avere alcuna consegna da rispettare o standard a cui attenermi e a cui conformare il risultato, come invece avviene nel versante 'pop' dove è necessaria l'omologazione estetica di qualsiasi oggetto della creatività. Il materiale ad oggi è vastissimo e conta una quantità spaventosa di musica, cioè più di 400 'pezzi' prodotti e realizzati finemente, con cura artigianale e catalogati.

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