Analisi di una Rolls Royce vandalizzata (parte 1)

Si può dire e scrivere tutto ciò che si vuole in un mondo in cui la libertà di pensiero è un valore. Ma spesso non porsi dei limiti fa straparlare anziché dire, trascrivere anziché scrivere o descrivere e fa travisare anziché interpretare, deformare, forzare, e a lungo andare perdere completamente quella libertà iniziale che ci aveva mosso a fantasiose e audaci letture della realtà, a favore di una rigidità meccanica e priva di quella fluidità analogica che è chimica del cerebro e agilità del pensiero.


In sostanza, per dirla fuori di metafora, si accusa la canzone di Achille Lauro di avere un sotto-testo che parla di droga. Che noia questa monotematicità ossessiva che più che abitare nelle menti malate dei satanici e scandalosi vampiri del rock, sembra proprio che ossessioni i benpensanti borghesi e scriventi di turno, o con la telecamera (perché non se ne può più di questa povertà interpretativa dei testi delle canzoni dalla notte dei tempi, sono storie vecchie come il cucco).
Si dice che Paganini avesse fatto il patto col diavolo. Ma quale patto col diavolo? Con Dio al limite!
Ma sapete perché vengon fuori i discorsi del patto col diavolo? Perché sul palco c’è un essere sovrumano, troppo bravo, e chi non sa godere della sua arte, da una parte rosica, dall’altra non ci capisce niente e allora trova una sua ragione nel raccontarsi che che ha fatto il patto col diavolo. La verità è che il talento che lo fa innalzare sopra alla mediocrità, diciamo sopra alla media, glielo ha dato Dio, non Belzebub.

Idem la storia dei messaggi satanici. Ma vi rendete conto che c’è gente che gira il senso di riproduzione della musica convinta che ci siano i messaggi diabolici? E anziché prender per coglioni questi tizi, gli si dà pure corda e si finisce col dire che il tale cantante o il tale gruppo siano emissari del diavolo! Certo, come no! Peccato che per essere i Led Zeppelin, i King Crimson, i Doors, Alice Cooper, David Bowie, i Rolling Stones, i Cream, gli Who e i Velvet Underground bisogna farsi un mazzo tanto sugli strumenti e in studio di incisione, altro che perdere tempo in pratiche dispersive e senza senso. Quelli sono esempi di eccellenza professionale, di competenz e la bravura non te la regala nessuno ma te la conquisti studiando e approfondendo seriamente: sono le famose sudate carte di Leopardi sulle quali egli ha speso la sua vita e che l’hanno reso il grande poeta e custode della lingua italiana, mica le serate in birreria o il bighellonare tra apericene e shopping, tra vacanze eno-gastronomiche e giornate dedicate all’abbronzatura.

Per fare parte di un gruppo rock che fa dischi concerti e vive di musica bisogna aver passato e passare la vita davanti a uno strumento col metronomo e aver rinunciato alle scampagnate con gli amici, vuol dire non sapere cosa significhi ‘uscire a bere qualcosa’ la sera, vuol dire non concepire una settimana divisa in giorni festivi o lavorativi, vuol dire studiare e lavorare e dimenticare il concetto di domenica e di sabato, di ferragosto, perchè se non avessero fatto così non potrebbero essere i più bravi del mondo.
Ma è possibile che non ci arriviate? e ancora stiamo a raccontare la stronzata del maledettismo e per giunta senza una precisa finalità. Qui si fa solo del gran casino in un tripudio bigotto che non solo rinuncia ad un’occasione di dibattito culturale ma si diverte a depistare, a rendere frivolo e volgare tutto quello che gli passa davanti, mettendo in difficoltà un ragazzo di 28 anni che fa quello che andrebbe considerato un miracolo: tenta linguaggi nuovi nel tempio della retorica, del già sentito, del banale, dell’arretratezza, dell'anzianità precoce, del provincialismo.

Come comincia Rolls Royce? "sdraiato a terra come i Doors", beh, quante cose che già solo la prima frase fanno scintillare. Sapete quei bastoncini luminescenti che sono dei piccoli fuochi artificiali che si tengono in mano? alle feste e a capodanno, a carnevale ne girano parecchi.
Sono esattamente uguali, nel momento in cui si accendono, proprio quando stanno per prendere fuoco e fanno quell’iniziale accensione, non lenta, non rapida, che dà anche un certo brivido di pericolo e che velocemente poi attizzano tutto il potenziale e per un po' zampillano ovunque e sembra anche strano di poterli tenere in mano e ci fanno anche ridere o gridare o fare strani versi? ecco così inizia il pezzo di Achille Lauro, con una piccola fiammata frizzante, una leggera esplosione controllabile. Direttamente con la voce, senza convenevoli, al sodo, come i Beatles: "She loves you yeah". Questo è gia moltissimo rispetto a tutte le intro funebri (per altro da una nota e mezza, non sia mai che due siano troppe!) dell’andazzo standard degli arrangiamenti strappa lacrime di oggi. Mondo dove tutti, anche i più bravi, tac, mostrano il fianco, danno il peggio e si appiattiscono nel vuoto di idee, nella restaurazione, nella noia totale e nell’omologazione a quattro accordi ad arrangiamento d’orchestra da principianti; quando va bene, perchè se butta male invece nella kermesse ci vedi e ci senti roba davvero imbarazzante che non dovrebbe essere vagliata nel mondo dei professionisti e invece non solo c’è ma c’è pure qualche penna che ne parla bene. Ma dico, si presenta stranamente una cosa che non è certo "Good Vibrations" dei Beach Boys, e questo dal punto di vista armonico, (ma mi sembra che non sia quello di cui si vuole o si è in grado di parlare nel giudicare un pezzo) ma sicuramente ha tanti di quegli spunti interessanti e forieri di aria fresca, tanta di quella energia sana e necessaria che sembrava dimenticata e di cui si era persa la speranza che potesse un giorno presentarsi in scena, che metterla sul piano della droga è una vigliaccheria, un colpo basso, un autogol, una consapevole bastardata che un artista così  propositivo e positivo, un ragazzo curioso ed umile, oltre che sensibile e intelligente, venga gettato nella paranoia, nell’ansia del doversi difendere da calunnie, anziché esprimersi in tutta la sua potenza, divertire e divertirsi, con spirito creativo e innovativo. Scandaloso e desolante che alle prove io abbia visto questa paura, quest'aria spaesata e implosa, questa nuova malinconia che non avevo visto mai in lui. Chiuso in sé stesso e silenzioso come per autodifesa, a riccio. Rendiamoci conto di quanto è grave essere forti coi deboli e deboli coi forti. Perchè hanno dovuto parlare di droga ancora una volta quando di cose da dire ce ne sarebbero state a bizzeffe. Arriva un testo così particolare, arriva un’energia così naturale, arriva uno sgangherato rock ’n roll proposto da un rapper ma che dentro porta il seme, chi ci capisce lo comprende, e cosa succede? Lo screditano con il fatto schifoso della droga che tirano fuori sempre, puntualmente, quando c’è all’orizzonte un po' di luce nuova. Altro che droga, il tunnel lo crea chi commette questa morbosa pratica della distruzione degli spiriti accesi. Ma io risponderò con argomenti che difficilmente qualcuno di quei detrattori riesce minimamente ad infangare, perchè sono proprio gli argomenti dell’arte, sono argomenti che non si buttano giù a colpi di puttanate ma solo se si è in grado di sostenere il dibattito.

Quindi per cominciare vi dico che chi va su un palco diventa personaggio perchè fa teatro ed è una maschera. È una maschera! Ma vi suona questa parola o no? Maschera. Teatro. TE A TRO. È spettacolo. È il costume di scena, non è la perdizione, semmai è la riflessione sui temi difficili, cosa che maneggiano quelli che sono profondi di interiorità , d’analisi, quelli che indagano l’essere umano, con le parole della poesia. Ma adesso torniamo a noi.
La canzone della Rolls Royce. Sapete che prima di andare al sotto-testo dovreste dare uno sguardo al testo: la canzone che parla dell’automobile, del mezzo di trasporto motorizzato, ed è un filone preciso che nasce proprio con l'invenzione dei motori e di ciò che rappresentano nella vita di tutti i giorni delle persone.
Una macchina costa soldi, è qualcosa di importante nelle vite perchè è anche spesso la soluzione a problemi tipo "come vado a lavorare?" o "come faccio ad incontrare il mio amore?" o "come è morto tuo padre?". L'auto a volte è la cosa più importante che c’è, ed infatti è normale che nelle canzoni se ne parli. E non è droga ma automobile, nulla di più, ed è già abbastanza se vediamo in quanti e quali diversi modi è stata trattata nelle canzoni.
C’è tutta una tradizione che va molto indietro nel tempo e parte dal blues.
l’automobile è un simbolo per tanti motivi e può al contempo sia rappresentare la libertà che il consumismo, ma la droga per favore no. Anzi, poi magari vediamo anche quella ma prima vi volevo tracciare una piccola linea che collega le canzoni tra loro.

Vi ricordate "Mercedes Benz"? Janis Joplin? Sembrerebbe essere esattamente come Rolls Royce (di cui vi faccio osservare che la chiave del pezzo è nei 2 versi finali proprio ribaltando Mercedes Benz che aveva invece all’inizio la vocazione a Dio perché di quello si tratta. Quindi 1 - Rolls Royce è una preghiera. Cazzo mi sembra di parlare con i bambini di prima elementare, ma se non faccio così si rischia l’ennesimo fraintendimento) poi vi ricordate: “keep your eyes on the road, your hands upon the wheel?” Tieni  gli occhi sulla strada e le mani al volante? Jim Morrison. Mi sembra un bel consiglio, roba da farti superare l’esame pratico di scuola guida, se non altro. è il roadhouse Blues di quei Doors di cui parla Achille Lauro nella prima frase del pezzo. Sono gli stessi Doors di "Apocalypse Now", e sono anche i Doors formati da un poeta, regista e cantante blues che improvvisava poesie di Keats dal vivo mentre tre jazzisti giocavano a fare rock 'n roll senza bassista e distorsore alla chitarra. Quanti ventottenni ascoltano i Doors oggi? Sicuramente sarebbe meraviglioso se grazie ad Achille Lauro anche solo una persona andasse a comprarsi un disco dei Doors. E siamo al primo verso.
Ah, ma lui dice "sdraiato a terra"…e come mai? mica sono mai stati sdraiati a terra i Doors? e se anche lo fossero stati, come a chiunque può essere capitato, sicuramente non sono famosi per essere "gente sdraiata". Eppure dice "sdraiato a terra", perchè? Perchè il meccanismo poetico di quella canzone segue delle regole che spostano come presupposto il luogo e la funzione, sono figure retoriche tipiche del surrealismo e del dadaismo di Paul Èluard, André Breton, tanto cari alla scrittura di Battiato. Vi ricordate: "a Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi da più calorie".
Cosa c’entra l’insalata oltre al fatto che fa rima? nulla di nulla, anzi è lì in quanto non c’entra nulla. È sopra la realtà, surreale, nega la logica e viene costruita su associazioni libere dove talvolta si creano situazioni magiche e poetiche dal semplice fatto che le combinazioni sono assurde. Di fatti, "non è un drink ma è Paul Gascoigne". Questo è il top dell’assurdo, molto più che moltiplicare pere e patate, come si suol dire.

Beh sono i Doors, Jim Morrison, per chi lo conosce, un raffinatissimo intellettuale libertario, poeta simbolista che si ispirava al romanticismo inglese di fine 700, per chi non lo conosce uno da arrestare in pubblico senza alcun motivo scatenando agitazione di massa che non c’era finchè era sul palco ma che si attivava proprio in assenza di qualcuno sul palco.

Poi per continuare la tradizione della canzone automobilistica degna di nota c'è "Drive my car" dei Beatles. "Baby...yes i’m gonna be a star". Attenzione anche qui c'è Rolls Royce.
"Non è una vita è rock and roll", infatti è l’iconografia il secondo tema del testo, è la vita che si rappresenta dentro l’abitacolo dell’auto di lusso. Esattamente come per "Fame" di Bowie quando dice "Fame: what you want is in the limo". Limousine. Non dice è la limo ma è NELLA limo, e questo perché il rock non ti fa possedere il lusso ma ti fa guardare il mondo da.
Non è forse la stessa metafora che fa Achille Lauro?

vai alla Parte 2 >>

Morgan e Achille Lauro

Comments powered by CComment