My(arse’s)space

La notizia di MySpace che si scusa per aver perso 50 milioni di canzoni di 14 milioni di artisti è a dire poco burlesca.

Mettiamo caso che sia la verità: dovrebbero risarcire e magari essere anche chiamati a rispondere di fronte alla legge di quello che hanno commesso perché non è ammissibile che costoro si scusino e nessuno abbia il coraggio di denunciarli. Quando la Parmalat perse il denaro dei risparmiatori che avevano investito furono prima linciati e poi condannati. E come entità del danno non è nulla in confronto a quello che ha perso MySpace.

 

Che differenza c’è tra un mio brano e qualche migliaia di euro? Che il mio brano vale di più perché è costato di più e perché produce maggior volume d'affari.

Io, perché sono un professionista, e come me, eravamo tutti su MySpace a caricare (notate bene “caricare” e non postare) brani live, foto inedite, video inediti, scritti ecc... tutti i professionisti da David Bowie al più sfigato. Quelle cose erano e sono un valore enorme monetariamente parlando, pensiamo che nel 2005 il suo fondatore ha venduto MySpace per 580 milioni di dollari alla News Corporation di Rupert Murdoch. Nonostante ancora ci sia un'ignoranza incredibile da parte di quasi tutte le persone che non hanno ancora mangiato la foglia e continuano a regalare la loro creatività a gente che ci mangia sopra come YouTube e tutti i social network che, mentre loro mettono inserzioni pubblicitarie, ti danno due dita negli occhi ogni milione di visualizzazioni e intanto fanno scambi di milioni di euro da una società all’altra grazie ai contributi privati della gente che non ha ancora capito che è inculata alla grande.

Ma a parte questi dettagli da addetti ai lavori, anche un video di una persona che non è professionista ha un valore che si può quantificare per molti motivi: per esempio, per farlo ha usato un dispositivo che ha pagato e per caricare la batteria del dispositivo ha pagato la bolletta della corrente e magari se l’ha girato in vacanza, quella vacanza se la è pagata. E quindi ha un valore non solo affettivo e spesso artistico, ma ha proprio un valore concreto perché chi lo ha fatto, ha perso tempo e denaro per farlo. E nessuno si può permettere di dire che lo ha perso e avrebbero dovuto fare il backup.

È esattamente come se vi dicessero che siccome vi hanno portato via i pantaloni dal cassetto senza alcuna ragione poi vi dicono che avreste dovuto avere un doppione così oggi li potreste indossare ancora. Ma stiamo scherzando? Io li ho pagati e se tu li vuoi io al limite te li vendo e lo decido io il prezzo.

Qualcuno si indigni a vedere come ormai siamo tutti presi per il culo e gli imbroglioni la fanno franca, si prendono tutto, chiedono scusa e amici come prima. MySpace era un player, i contenuti erano miei e li gestivo come volevo. Non esisteva il concetto di follower e i miei "amici" erano miei e per come oggi sono impostati i social sarebbero stati una mia merce di scambio, non loro. Ecco perché hanno fatto sparire tutto.
Friends. Di fatti c'era la "Top Friends" da configurare nella pagina principale del proprio profilo.

Questi dicono che per un problema di server hanno perso tutto! Dieci anni in cui io non riuscivo ad entrare nel mio profilo ma magicamente era tutto disponibile. Era un player, capite che erano mia proprietà i contenuti non come adesso fa Instagram che sono suoi.

10 anni di problema di server? Ma non scherziamo, i problemi di server li risolvi in un paio di settimane altro che 10 anni.

Se non avessero dichiarato questo, oggi il potere sarebbe stato in mano agli utenti invece hanno detto che han perso tutto. In realtà non l’hanno perso ma semplicemente preso loro e magari venduto.

Se lo hanno venduto devono pagare perché è un atto illegale contro la società e in barba alla democrazia, se lo hanno perso, devono rimborsare tutti e il valore lo stabiliamo noi. Ma chiedere scusa e arrivederci, no. Non possiamo accettarlo. Svegliatevi. Ciurma questo silenzio cos’è?

Morgan

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