Il confronto tra Mogol e Panella è una cosa preziosa

In risposta all'articolo di Aldo Grasso apparso sul Corriere della Sera

La disputa tra Mogol e Panella è molto interessante e converrebbe smetterla di sparare stupidaggini con linguaggi tipici da critici che non sanno assolutamente mai cogliere l’essenza delle cose musicali perché sono a caccia di definizioni. Quasi come se Mogol e Battisti quando si trovavano per lavorare si sfregassero le mani e dicessero:
“oh, Giulio, questa deve essere un classico rock con accordi innovativi e tu devi scrivere un testo mainstream morbido che vada bene per l’italiano medio! Ci siamo capiti? Ok, Giulio?”
E Mogol: ”Lucio guarda è meglio se tu pensi a renderlo un po’ più nazionalpopolare perché il trend adesso è riprendere lo stile dall’America, io sono concentrato sull’anglofonia con venature di stampo italiota ma non spigoloso e comprensibile anche per le fasce di utenze di media cultura”.
Battisti: ”Sì, d’accordo allora rimaniamo così? Bene, lavoriamoci!”

😜😢😬😁😂


Ma dico, siamo matti? Avete capito cosa intendo? Che gli artisti non ragionano così! Non sta ne in cielo né in terra. È più probabile che il discorso sia stato così:

Battisti: ”Giulio c’è qualcosa che non va? Ti vedo cupo, come va la scrittura dei testi? Tutto bene?”
Mogol: “Sai Lucio mi son messo lì un po’ a lavorare ma sono stato assalito da un senso profondo di morte e mi sono bloccato, poi ha chiamato mia madre, e quando son tornato al lavoro ero in lacrime.”
Battisti: “La sogni amcora lei dopo che vi siete lasciati?”
Mogol: “Sì, cazzo non riesco ad uscirne.”
Battisti: ”scrivilo, mettilo giù, ascolta ho questo arpeggio dimmi se secondo te va bene”.
...

E allora vi dico che il confronto tra Mogol e Panella è una cosa preziosa e andrebbe fatto fintanto che sono al mondo perché entrambi hanno qualcosa di profondo da dire e da dirsi. Tuttavia, il problema è che se lo modera un critico ne uscirebbe un orrore e magari litigano pure.
Io, Marco, devo moderarlo perché conosco profondamente la materia e ho rispetto per il lavoro di entrambi e vi dico che non avete capito ancora nulla.
Innanzitutto non avete capito un cazzo di Panella ma soprattutto non avete capito che Panella è quello leggero e scanzonato pop, mentre Mogol è l’esistenzialista funebre e psicologicamente contorto.
Ma che ve lo dico a fare, la Rai è ancora lì che dice: “Morgan ha cambiato il testo di Bugo, è un gran maleducato” anziché dire “un gesto poetico come quello che all’una di notte è stato fatto è diventato la cosa più guardata della tv degli ultimi vent’anni. Grazie a un uomo di spettacolo e cultura come Morgan che sarebbe stato l’unico in grado di farlo”

Ma che ve lo dico a fare? Sto sognando. Scordatevi l’incontro Mogol Panella e pappatevi programmi scadenti e noiosi. Così va il mondo. Cioè così va la televisione perché fortunatamente il mondo reale è un’altra cosa.

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